La dichiarazione di successione non implica accettazione di eredità

dichiarazione di successione

Nell’ambito dell’attività quotidiana di uno studio notarile è molto frequente che i clienti, resi edotti sulla necessità di procedere ad effettuare l’accettazione espressa o tacita dell’eredità per porre in essere degli atti dispositivi dei beni di provenienza ereditaria, rispondano, quasi stupiti, che è stata già presentata, registrata e trascritta la dichiarazione di successione!!!

Ebbene, ciò non è sufficiente per essere considerati eredi e per poter disporre dei beni, se non sono trascorsi dieci anni dalla morte. Con questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

La dichiarazione di successione è un documento conservativo la cui mera presentazione al Fisco non implica necessariamente l’accettazione di eredità da parte dei presunti eredi. E’ quanto più volte affermato e recentemente ribadito da diverse sentenze della Suprema Corte di Cassazione (da ultimo, possono citarsi le sentenze n. 8053 del 2017 e n. 22017/2016). Vediamo meglio di cosa si tratta e cosa comporta.

La natura della dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un atto di natura fiscale che viene richiesto alla morte di un individuo così da poter calcolare e pagare le eventuali imposte previste sul suo patrimonio ereditario.

Si tratta, dunque, solo di un adempimento fiscale che tutti gli aventi diritto all’eredità possono compiere, anche se non ancora effettivamente eredi e ha lo scopo di evitare eventuali sanzioni causate dal mancato pagamento delle imposte. Se più soggetti sono obbligati alla stessa dichiarazione questa può essere presentata anche da uno solo di essi.

Ciò non determina, tuttavia, un’accettazione tacita dell’eredità e, perciò, non implica che l’avente diritto diventi automaticamente erede agli occhi della legge.

L’accettazione dell’eredità

In caso gli aventi diritto all’eredità del defunto intendano, invece, divenire eredi a tutti gli effetti, dovranno accettare, espressamente o tacitamente, l’eredità. In tal caso esistono, appunto, due possibili vie percorribili: 

  • Accettazione espressa

L’eredità può essere accettata attraverso un atto espresso, che sia atto pubblico o scrittura privata. In tal caso bisognerà pagare tutte le imposte relative all’atto che viene, poi, registrato, all’Agenzia delle Entrate e trascritto alla Conservatoria dei Registri Immobiliari.

A questo punto l’erede avrà compiuto tutte le relative pratiche successorie e, in caso di vendita dell’immobile, non dovrà versare nessun’altra imposta.

  • Accettazione tacita

L’accettazione tacita dell’eredità, al contrario, si desume dall’attività posta in essere dal chiamato rispetto al compedio ereditario, tale da integrare gli estremi dell’atto gestorio incompatibile con la volontà di rinunciare, e non altrimenti giustificabile se non in relazione alla qualità di erede.

Classico esempio è proprio la disposizione di un bene di provenienza ereditaria. In tal caso, però, l’erede disponente sarà tenuto a versare al Notaio le imposte dovute per la trascrizione in Conservatoria dell’accettazione tacita dell’eredità che discende dall’atto dispositivo posto in essere.

In ogni caso, sarà necessario trascrivere la suddetta accettazione: tale ultimo adempimento avrà ad oggetto il vero e proprio atto di accettazione in caso di accettazione espressa, mentre in caso di accettazione tacita questo adempimento discenderà direttamente dall’atto dispositivo posto in essere.

In conclusione, dunque, per poter divenire a tutti gli effetti eredi di un patrimonio non basta la dichiarazione di successione. E’ necessario compiere un atto di accettazione dell’eredità espresso oppure tacito. Qualora ciò non avvenisse, il nuovo proprietario non potrà essere garantito a tutti gli effetti della proprietà del bene.

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6 Comments

  1. Antonino Argento ha detto:

    Buongiorno Gent. Le Notaio Russo Mia madre è deceduta l’anno scorso e ha lasciato un’auto intestata a lei. Dopo la sua morte, per il bisogno avere un’auto e di potere circolare in regola, ho fatto il passaggio di proprietà a nome mio che sono il figlio. Ora mi chiedo, ciò rappresenta una accettazione dell’eredità? Io non voglio accettare l’eredità perché ci sono molti debiti che aveva mia madre, troppi. Vorrei fare rinuncia all’eredità, ma adesso ho paura che facendo il passaggio dell’auto a nome mio, è come se avessi accettato l’eredità. La ringrazio anticipatamente.

    • Notaio Luigi Russo ha detto:

      Buongiorno signor Antonino, da quanto accennato sembrerebbe che lei abbia effettuato uno di quegli atti che ai sensi dell’art. 476 c.c. comportano accettazione tacita di eredità, nella specie ha disposto di un bene mobile registrato facente parte del compendio ereditario. Sarebbe opportuno, in ogni caso, valutare le modalità con cui è stato effettuato il passaggio di proprietà. Saluti

    • Michele Boccia ha detto:

      Egregio Dott. Russo,
      nell’atto di compravendita di un appartamento appartenuto a mia nonna (deceduta il 1989), risulta anche la sua proprietà per 1/12 di un locale cantinato, con subparticella autonoma e accatastato come C/2. Tuttavia, nella dichiarazione di successione, è stato inserito solo l’appartamento e non anche il locale cantinato. Tale omissione ha indotto allo stesso errore nella compilazione delle dichiarazioni di successione dei tre figli di mia nonna, deceduti anch’essi, e di una nipote mancata in giovane età: in nessuna di queste dichiarazioni è presente il locale cantinato… del resto tale locale non risultava dalle visure catastali soggettive.
      Al momento della vendita del menzionato appartamento, il notaio rogante si è rifiutato di stipulare l’atto in quanto le dichiarazioni di successione non sono complete e al catasto non risultano i vari passaggi di proprietà della pertinenza . Faccio presente che questo comporterebbe l’integrazioni di successioni compilate quasi 30 anni fa (nel caso di mia nonna, altre sono più recenti), con una serie di trafile burocratiche e costi da ottemperare.
      Le chiedo, alla luce del suo articolo, se il principio di continuità delle trascrizioni, anche in mancanza di tali integrazioni, possa essere comunque rispettato una volta trascritte le nostre accettazioni di eredità nella Conservatoria e se ciò sia sufficiente per ottenere a favore dell’acquirente la voltura catastale sia dell’appartamento che della sua pertinenza. Grazie mille.

      • Notaio Luigi Russo ha detto:

        Buongiorno, il rifiuto del notaio rogante, a mio parere, è assolutamente corretto.

        Purtroppo, spesso capita di dover informare il cliente sulla necessità di rettificare la documentazione di provenienza (a volte risalente nel tempo) perché contenente dati sbagliati o perché (come nel suo caso) incompleta, con conseguente aggravio di costi e di tempi.

        Il difetto di continuità delle trascrizioni non viene sanato dalle vostre accettazioni, che non possono essere difformi dalla dichiarazione di successione. Mi spiego meglio: se il locale cantinato non è menzionato nella dichiarazione della nonna non potrà del pari esserlo nella vostra accettazione.

        Bisogna integrare la dichiarazione originaria, ricostruendo tutti i passaggi in maniera corretta, altrimenti si rischia di trascinare il problema nei successivi atti dispositivi.

  2. Chiara Pandolfi ha detto:

    Buona sera Dottor Russo, sono in procinto di acquistare un appartamento al secondo piano di un cielo terra!
    Al primo piano di questo immobile ci sono tre vani appartenuti ad una Signora deceduta nel 1983! Attraverso la visura per immobile risulta la seguente dicitura: “DENUNZIA (NEI PASSAGGI PER CAUSA DI MORTE) DEL ../../1983 – VOLTURA IN ATTI DAL ../../1993”
    Se ho capito bene, nessuno ha accettato la successione di questo immobile! Potrebbe quindi valere l’opzione dell’usucapione per questi tre vani? Come dovrei comportarmi?
    La ringrazio
    Cordiali saluti

    • Notaio Luigi Russo ha detto:

      Gentile signora Pandolfi,

      l’indicazione catastale da Lei riportata potrebbe essere giusta anche in caso di accettazione (sia espressa che tacita) dell’eredità, dal momento che bisogna distinguere tra quanto riportato al Catasto e quanto risulta nei Registri Immobiliari.

      Nulla esclude che l’eredità di cui fanno parte i beni menzionati sia stata accettata. Per verificarlo, in ogni caso, bisognerebbe svolgere degli accertamenti mirati presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

      Saluti

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